Il secondo appuntamento del ciclo EmicraniaLab, progetto di Ecmclub promosso da ANIRCEF con il contributo non condizionante di Orion Pharma, dal titolo “Emicrania: aspetti clinici, diagnostici e fisiopatologici per una gestione consapevole”, ha approfondito i principali elementi clinici e fisiopatologici dell’emicrania attraverso gli interventi di Paola Torelli, Florindo d’Onofrio e Piero Barbanti, con la moderazione di Sabina Cevoli.
Ad aprire i lavori è stata Paola Torelli (Professore Associato di Neurologia, AOU Università degli Studi di Parma), che ha affrontato il tema della clinica dell’emicrania nella sua eterogeneità di presentazione. La relatrice ha sottolineato come la diagnosi di emicrania sia esclusivamente clinica e richieda una conoscenza approfondita dei criteri diagnostici e della storia del paziente. La prof.ssa Torelli ha illustrato le caratteristiche dell’emicrania senza aura, evidenziando la natura dinamica dell’attacco, la presenza di sintomi associati come fotofobia, fonofobia, nausea e osmofobia e l’importanza di elementi anamnestici quali familiarità, esordio giovanile e relazione con ciclo mestruale o variazioni della routine. Ampio spazio è stato dedicato anche all’emicrania cronica, descritta come possibile evoluzione negativa della forma episodica, favorita da fattori come disturbi del sonno, obesità, comorbidità psichiatriche e uso eccessivo di farmaci sintomatici. Torelli ha inoltre insistito sull’importanza del diario della cefalea e di una raccolta anamnestica accurata per evitare errori diagnostici, come la frequente sovradiagnosi di cefalea tensiva.
La seconda relazione, affidata a Florindo d’Onofrio (Responsabile UOSD Stroke Unit e Centro Cefalee, AORN “S.G. Moscati”, Avellino), era dedicata all’emicrania con aura e alle difficoltà della diagnosi differenziale. Il dott. d’Onofrio ha spiegato come l’aura emicranica possa facilmente essere confusa con attacchi ischemici transitori (TIA) o crisi epilettiche occipitali, soprattutto nei pazienti anziani o in assenza della cefalea associata. Il relatore ha illustrato le caratteristiche tipiche dell’aura — progressione graduale dei sintomi, prevalenza di fenomeni visivi positivi, durata compresa tra 5 e 60 minuti — mettendole a confronto con i segni distintivi del TIA e dell’epilessia. Ha inoltre richiamato l’attenzione sul rapporto tra emicrania con aura e rischio cerebrovascolare, sottolineando la necessità di cautela nell’uso di contraccettivi estroprogestinici nelle donne con aura. Nel corso della discussione finale ha anche affrontato il tema del forame ovale pervio, evidenziando che la sua ricerca va riservata solo a casi selezionati, come aure prolungate o associate a sforzo fisico.
A concludere il webinar è stato Piero Barbanti (Professore Ordinario di Neurologia, Università San Raffaele, Roma, Direttore Unità per la Cura e la Ricerca su Cefalee e Dolore, IRCCS-Università San Raffaele, Roma), con una relazione dal titolo “Cos’è l’emicrania? Una patogenesi complessa che va spiegata al paziente”. Il prof. Barbanti ha proposto una lettura fisiopatologica dell’emicrania come “meningite elettrica”, descrivendola come un’eccessiva attivazione dei sistemi di difesa cerebrali in risposta a stimoli interni o ambientali. Attraverso un linguaggio divulgativo ma rigoroso, ha spiegato il ruolo della corteccia prefrontale, dell’ipotalamo e del sistema trigemino-vascolare nella genesi dell’attacco emicranico, sottolineando il coinvolgimento di mediatori come CGRP e PACAP. Barbanti ha inoltre approfondito il concetto di ipereccitabilità neuronale del cervello emicranico e il significato dell’aura come fenomeno elettrico cerebrale legato alla “cortical spreading depression”. Centrale nel suo intervento anche il tema della comunicazione con il paziente: l’emicrania, ha ribadito, non deve essere banalizzata come semplice mal di testa, ma spiegata come una patologia neurologica complessa e invalidante.
Nel dibattito finale, moderato da Sabina Cevoli (Responsabile Programma Cefalee e Algie Facciali, UOC Neuromet, IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche, Bologna), sono stati affrontati temi pratici come la distinzione tra emicrania e cefalea tensiva, il riconoscimento dell’aura nelle donne candidate a terapia estroprogestinica, il ruolo dei progestinici e il rapporto tra emicrania e forame ovale pervio.
È emersa con chiarezza la necessità di migliorare la formazione clinica e la capacità di ascolto anamnestico, elementi fondamentali per una diagnosi corretta e una gestione efficace dell’emicrania. Il percorso proseguirà con altre due tappe, dedicate alla gestione tempestiva, efficace e personalizzata della patologia e a fornire ai discenti strumenti per un approccio multidisciplinare e centrato sul paziente: iscriviti su emicranialab.it.
La registrazione del webinar è disponile come FAD asincrona per l’ottenimento di 3 crediti formativi ECM.
Lascia un commento