Novità sotto l’albero: proroga di un anno dello scudo penale introdotto durante l’emergenza covid19, approvato in consiglio dei ministri

Novità sotto l’albero: proroga di un anno dello scudo penale introdotto durante l’emergenza covid19, approvato in consiglio dei ministri

Cristina Lombardo

Avvocato, Milano

È stato approvato l’11 dicembre 2025, in seno al Consiglio dei Ministri, lo schema del D.L. Milleproroghe, che prevede, tra le altre misure, la proroga di un anno, fino al 31 dicembre 2026, dello scudo penale introdotto dal D.L. n. 44/2021 a favore degli esercenti la professione sanitaria durante l’emergenza Covid-19

È stato approvato, in data 11.12.2025, in seno al Consiglio dei Ministri, lo schema del D.L. Milleproroghe che prevede, tra gli altri, la proroga di un anno, sino al 31.12.2026, dello scudo penale introdotto a favore di tutti gli esercenti la professione sanitaria, durante l’emergenza epidemiologica Covid-19, dal D.L. n. 44/2021, poi convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 76/2021.

Tale Legge aveva infatti previsto che i sanitari rispondessero, solo per colpa grave, per i reati di lesioni personali colpose e di omicidio colposo commessi nell’esercizio della professione sanitaria e conseguenti alla situazione di emergenza.

In tal caso, era stato espressamente disposto che, ai fini della valutazione del grado di colpa, il giudice tenesse conto, tra i vari fattori di esclusione della gravità, anche dei seguenti:

  • la limitatezza delle conoscenze scientifiche al momento del fatto sulle patologie da SARS Co-V-2 e sulle terapie adeguate;
  • la scarsità delle risorse umane e materiali concretamente disponibili in relazione al numero dei casi da trattare;
  • il minor grado di esperienza e conoscenze tecniche possedute dal personale non specializzato impiegato a far fronte alla emergenza.

Tale limitazione era stata confermata e prorogata fino al 31 dicembre 2025 dalla Legge n. 18/2024, per le ipotesi di grave carenza di personale.

Essendo venuta meno l’emergenza epidemiologica, ma essendo tuttavia rimaste le criticità organizzative all’interno delle strutture sanitarie, con la Legge 18/2024 erano però stati parzialmente rivisitati i fattori indicati in precedenza per l’applicazione dello scudo penale.

E quindi:

  • le condizioni di lavoro dell'esercente la professione sanitaria
  • l'entità delle risorse umane, materiali e finanziarie concretamente disponibili in relazione al numero dei casi da trattare
  • il contesto organizzativo in cui i fatti sono commessi
  • il minor grado di esperienza e conoscenze tecniche possedute dal personale non specializzato.

Su queste stesse basi, il decreto Milleproroghe di recente approvato dal Governo, ora al vaglio del Parlamento, all’art. 4, ha disposto una proroga di un ulteriore anno, «fino al 31 dicembre 2026» di tale scudo.

La tematica riguardante lo specifico contesto in cui il medico si trova ad operare e la conseguente limitazione alla sua punibilità è stata oggetto, di recente, anche del Disegno di Legge delega che, se approvato anche in Parlamento, andrà ad integrare e modificare, parzialmente, la Legge Gelli-Bianco.

Come già evidenziato in un precedente articolo, anche il recente DDL ha previsto uno specifico elenco di fattori che il giudice dovrà valutare, ai fini di escludere la punibilità del sanitario e di accertarne la colpa e il grado.

Nella specie:

  • la scarsità delle risorse umane e materiali disponibili;
  • le eventuali carenze organizzative, quando la scarsità e le carenze non sono evitabili da parte dell’esercente l’attività sanitaria;
  • la mancanza, limitatezza o contraddittorietà delle conoscenze scientifiche sulla patologia o sulla terapia;
  • la concreta disponibilità di terapie adeguate;
  • la complessità della patologia o la concreta difficoltà dell’attività sanitaria;
  • lo specifico ruolo svolto in caso di cooperazione multidisciplinare;
  • la presenza di situazioni di urgenza o emergenza.

L’orientamento del Legislatore è dunque quello di dare rilievo alla specificità del singolo caso concreto, non solo rispetto alle caratteristiche cliniche del paziente e della patologia dallo stesso sofferta, ma soprattutto riguardo al contributo causale fornito dal contesto organizzativo in cui il sanitario si trova ad operare.

Tutto questo inciderà, ancora una volta, sulla ripartizione della responsabilità tra singolo sanitario e struttura, con aggravio della posizione di quest’ultima.

A questo punto, occorrerebbe forse domandarsi se le conseguenze delle disfunzioni sistemiche presenti negli ospedali, soprattutto nell’ambito pubblico, possano e debbano continuare a ricadere solamente sulle strutture?

Se si iniziasse infatti a tener dell’impatto avuto sull’organizzazione delle risorse all’interno delle strutture dalle politiche sanitarie imposte a livello regionale, statale ed europeo negli ultimi decenni, probabilmente, la responsabilità si allargherebbe anche ad altri ambiti.

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L'Italia resta il terzo mondo (estremamente ridotto in quanto restano solo 3 nazioni in tutto) continuando a permettere azioni penali nei confronti dei medici.volte solamente a velocizzare ed aumentare il risarcimento civile. Questi decreti sono solo di facciata e non cambiano un bel niente, il vero cambiamento sarebbe quello di eliminare il penale, riservandolo a situazioni estreme, tipo dolo o negligenza assoluta: Finchè resteranno queste leggi saremo sempre in balia dei giudici, che faranno valutazioni personali indotte dai colleghi medici legali o CTU in generale. Tradotto: se trovi uno di quei pochi colleghi che ancora hanno la salvaguardia della professione ed il riaspetto del collega va bene, diversamente ti senti accusato ingiustamente e la tua difesa non vale nulla, fa fede il CTU

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Sono un infermiera, durante il COVID c'ero ed è stato estenuante e tutti, proprio tutti quelli in servizio si sono prodigati per colmare lacune organizzative, mancanza di materiale e carenza di personale. Ci chiamavano eroi ed oggi ci aggrediscono e ci accusano di negligenza e colpe ancora più gravi. Ritengo che la proroga sia più che appropriata, anzi dovrebbero congelare ed archiviare tutto ciò che è accaduto in quel periodo nefasto e fuori da qualsiasi logica previsione, caduto nell'oblio per la maggioranza delle persone. A noi ed ai famigliari delle vittime rimangono cicatrici profonde; e se errori ci sono stati sicuro che li abbiano già scontati a caro prezzo.

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This is a time that can never be forgotten..we nurses forgotten.

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Una vergogna questa proroga dopo 6 anni! Non ho parole sono disgustata da questo governo